ALBANOPOLI – il poema che diede il titolo al Libro stesso

Poema qe i dha titullin Librit

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ALBANOPOLI

– La città che voglio –

La città che voglio
non l`ho inventata`io,
ma dai tempi remoti
Mi arriva` da lontan`.

Elegante nelle vesti,

e aromi senza fine,

Essa viene come un sogno,
mi sveglia` in un istante`.

Con stile e con fiori,

e magnifici palazzi,
dove rissiedono Re`,
cittadini e principi.

Dove ci sono persone
che scrivono e combattono,
e senza dubbi ci sono
artisti e pagliacci.

Dove le strade hanno tratti
e nomi di eroi,
a volte di saggi,
ma non di vagabondi.

Dove la guardia è guardia,
e non un Re` Sole,
e i mendicanti sono tali,
e le ragazze non muche*.

La città che voglio
ha un nome intenso
non nome di rovine
come vorrebero loro*…

Ha il nome della gente:
Albanopoli degli alban*!
Di color` che lo feccero
costruirono… Ma ando dove?!

Mi distrurono la città …
I vicini?! … Forse sì!
Ma puodarsi i `nemici…
o gli “amici”, come a Troia?!

“La distrurono i barbari”
-dicono e stradicono.
Ma color` che distruggono
sono tutti uguali!

Sotto possenti mura
coperte dal fango,
da un tempo antico
che dorme sopra la`,

sotto queste mura
da maestri creati,
sotto il grande nome
dorme il segretto di citta`.

Laggiu` si nascondono
la spada e la mano,
che uccise gli alban *
ma non proprio tutti*.

Circondata da colline
e castelli scolpiti,
Albanopoli città *
non poteva volar`.

Color` che la bruciarono
arandola come Troia,
non si vantano affato,
ma tracce hanno lasciato.

I tiranni avelenati
che attaccarono ferocci,
sono sotto le macerie,
scavando li dobbiamo ritrovar`!

E da allora ho perso
La città che voglio*,
ma i vecchi tempi
me la riportano in etter`.

Ogni giorno scopro tombe
palazzi e strade
di una civiltà*
che fini` nel cimiter`.

Le hanno dato un nome:
Tirana dei tiranni *
che distrugono, che brucciano
ogni cosa di valor`,

che lasciano poi erredi
del male e del fango,
che vivono come i padri
nel pieno dell`inferno`.

E mentre gli albani*
gli albani antichi*
Sognano la citta`
che costruirono da se`.

Mentre gli altri, i barbari*
coprono le tracce,
costruendo palazzi
ed edifici… ma perche`?!

Amari come la morte
loro tagliano anche teste,
con i maestri del male
una necropoli si creo`.

Ma io `amo la città,
La Città che Voglio,
e la mantengo nel cuore
come un eterno sognator`.

Una città senza tende
senza ombra dei barbari*,
senza canzoni noiose
senza fango su` di noi.

Riavere la Citta`,
La Città dei albani,
Come c`era una volta,
splendido Albanopol!

versjone originale in lingua albanese-Tirana (si trova su Titolo Albanopoli, sullo stesso link), 18.07.2010

tradotto dall`originale dallo stesso autore il 15-09-2012

alban*-la tribu` ilirica, una volta abitava l`area che comprende la zona di Mat-Kruja e Tirana.

Albanopoli*-la citta` perduta, scomparsa, distrutta, la citta` dei alban, ex capitale dell Impero Ilirico, di cui tutti parlano oggi dopo decine di secoli, ma nessuno ha individuata i resti.

alban guri

3 mendime mbi “ALBANOPOLI – il poema che diede il titolo al Libro stesso

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